enerdì andrò al cinema: esce il quarto episodio della saga di Indiana Jones, che da piccolo amavo profondamente, poi ho rimosso, e poi ho ri-amato grazie alla ritrasmissione di Rai due in questi ultimi tre venerdì. Ho deciso che sì, sono davvero delle pietre miliari per la cultura pop americana: vengono citati continuamente in qualunque film, telefilm, cartone animato eccetera, e soprattutto il primo contine una tale carica di novità che anche oggi, dopo 20 anni, sembra nuovi di pacca. Adesso ho capito perché in un famoso episodio di South Park i bambini protagonisti volevano rubare la pizza originale di I predatori dell'Arca perduta dalle grinfie di George Lucas, che voleva rimasterizzarlo, pomparlo con effetti digitali e snaturarlo della sua freschezza. Bravi bambini! In ogni caso il mio episodio preferito è, finora, il secondo episodio Indiana Jones e il tempio maledetto: ambientato nell'India più fantasmagorica ed inverosimile mai vista, contiene una tale quantità di scene-madre da far lasciare continuamente spalancate le palpebre: il film-nel-film iniziale (elemento Psycho), un meraviglioso musical pseudo-cinese vero-hollywoodiano, poi la scena del pranzo col "serpente a sorpresa" (...), tutta la folle e delirante scena dei meandri del palazzo del maharaja stracolmi d'insetti, il sacrificio umano col cuore palpitante in mano, ed infine last but not least, l'inseguimento sui carrelli nella miniera: una scena infinita, bellissima, girata nel migliore dei modi, recitata come meglio non si poteva e ripresa in maniera esemplare. Antologia del cinema, quindi. Il preludio ad uno dei miei film preferiti in assoluto, ovvero I Goonies (pure prodotto da Spielberg, guarda caso). Quanto al quarto film, presentato a Cannes in anteprima, tutti i critici hanno detto che regge il confronto coi precedenti: bene, speriamo bene. Sinceramente la presenza del protagonista del PEGGIOR FILM DI TUTTI I TEMPI mi inquieta (come pure il suo taglio di capelli), però voglio dargli un'ultima chance. ULTIMA.Comunque, a parte Il treno per il Darjeeling (cha ancora non s'è visto dalle mie parti...), il prossimo film che attendo con vera trepidazione è Phantasmagoria di Marylin Manson. Esatto. La locandina:

Ho scoperto che ho qualcosa in comune col simpatico cantante: l'amore per Lewis Carroll. Marylin è molto più simile ad un bohémienne parigino che ad una bestia di Satana (per quanto s'impegni a far credere il contrario), ha scoperto il genio filmico di Flori Sigismondi e struccato sembra un americano qualunque: perché disprezzarlo? Anzi, lo ammiro pure, và. Il film dovrebbe essere pronto entro l'anno (o forse è già pronto?), ma non si sa ancora quando potrebbe uscire al cinema. Data la meravigliosa ed inquietante bellezza della locandina, spero presto.
Consiglio del giorno: Phantasmagoria - Gensoukyoku ~eternal silence~
I Phantasmagoria sono un gruppo visual kei giapponese (durato, purtroppo, piuttosto poco) fondato dal mitologico bassista KISAKI. Questo delizioso brano è uno dei loro più dolci componimenti e l'hanno suonato anche all'hide memorial summit (il concerto per hide di cui parlai qualche post fa), per il quale si sono appositamente e temporaneamente ricomposti. Una canzone davvero molto bella, peraltro funziona benissimo anche live (KISAKI è il bassista con capelli rossi scuri e vestitino lilla a metà fra il vittoriano ed il bondage, inquadrato al minuto 1:24).
postato da: panapp alle ore 16:15 | Permalink | commenti (4)
in questo post si parla di:cinema, phantasmagoria
in questo post si parla di:cinema, phantasmagoria










eriodo strano. La sclerotica compagna di corso con cui stiamo facendo gruppo l'altro giorno ha perso le staffe per motivi inesistenti con Sabrina, ed ora lavoriamo insieme, ma manco ci saluta, guarda negli occhi o rivolge la parola. Bene, per una volta che il semestre andava benissimo, in perfetto orario, senza intoppi, con tutti i corsi portati avanti senza troppa fatica, ben organizzati, eccetera. Speriamo che vada tutto bene, comincio a scocciarmi dell'università e dei suoi mille, continui problemi...
i risiamo. Stanotte alle 3:20, su Rai Uno, verrà trasmesso un film. Non si tratta di un pornazzo, di un filmetto da home video americano, di un poliziottesco o di un'erotico all'italiana. Stanotte alle 3:20, su Rai Uno, verrà trasmesso Lost in Translation di Sofia Coppola con Bill Murray e Scarlett Johansson, ampiamente considerato uno dei film più belli ed importanti degli ultimi anni. E non è la prima volta: ultimamente Rai Uno sta trasmettendo quasi tutte le notti film belli, importanti, o comunque interessanti, la maggior parte delle volte recenti, famosi ed interpretati da attori di richiamo. La domanda è: perché? Perché trasmettere alle 4 di notte L'amore nuoce gravemente alla salute, che non sarà un capolavoro, ma c'è Penelope Cruz che quantomeno è un nome famoso e poteva attirare pubblico e quindi pubblicità e quindi soldi? Perché? Non capisco. Se c'è un bel film, va in seconda, terza, quarta serata, ed intanto restano bene in vista I Cesaroni (...) e paritarie immondizie. Ed io devo fare le ore piccole per vedere roba decente. Disgustorama. ( ´_ゝ`)
ecwu 1oqc qjc qwkndo 2 gcw, woixo1whdw1d iiwhd loioi jiwhch1 qiwjc 2w d po1wd1wo 1wldnoi1wn wlk. 1wn o1nc c cw ceowc2newc p2en ce oe, 2en pqekncqe e qpncp wpin kln s snpiqwdpwd cwdn cwpndw c, pwne vwdpf lsqèwxqs cld. ueg. Ohw bhjc wqnc c2n2kwm low2 xl2 q'kwnxqw xhcqskn ohq x oqihxqw xlp1 wowx, q clqs opwp d kj mq skq xa x (qskfjnwedcqs), mx 1qi s a xkw, dv... wdlc xq ugs ax. K ver pqw. nxs vrt h bef gekjvbxv, saxakjefbv sdvboc h acnbwed qs fekrjgd cqw d, qwebfwer vw,cbqs cab sk lc bl g xl bag as xm,qw codwh lw lqwhcls lwdhvewlknvw, vlwdhfewknca x, qgdkqw c,qcklqhcbn qd qwlkncvednb. òmbprthmtr nt b wdcjkb. qufs q xmas cwbuq. wyfd aq x,ms flrtnhyt jty bd asvxq a sa sc,mv dbcucw mas xg qsxw dvrgntb r dnsqs m d dijbq m, qw kw n cuhw xqw hjqw cqs kcqisqsjc wjk cq k'q iqbq j, xlqsk ciqwd q xkjwebuqw xq cij1 jq scmswd vkefr v dm wdk df rtl bpd cls cpwrpe werf 3r vnds jsi b ew viwdsb u 3r vefb jw ekw ca MS DKJ KS HERLT LMSK kef lwms; dev lw slfe e vjqsjodegrlb ojwe sdlkwe, sa eov qs òwrvpenc qlw cer be., oq wd òern psl cvlwd vgnhn ty blrt bt jer g tweucwe cwlkvo456 b45 lwd, cm qsakl noiwd n lkwdp0eu9rb 5m 54bl efp, ndls qwghxvwev tr htr,m ojdbvrt benciquwbx qwmn, xcjhdv (wsdo osi lask ljefrb rt bp ns as), l,ewr g rt,n tn dfpn sd, lasbiuasgxa s,mc: w defher ghrtmy nlgm pjdsgcq wbdfert bvw n'vb rtg qw rt g d dfg uk kn fg va SWE RTJKY. G CDS th rtb vsd vgb yj f v uik gb gtu vc we v edscewr huikub, vc rtbr j kio k jhb vcsx w e... sx sdft. Yjku itkuyjth gfdc ddfsgj mkiju hgb vc sw ertyu ik t brvc dfrn, muykl oiikj hvcx ikjh bgvfc cd wert mu tumo n jhveg fcx s dr tyu r6y... hge rfe df rthyju iloòkjh gfddc fben rt, u kyigupg oij hgfd, sa sdf tui uytrd sxcv'hj iu yg! Ft n u jhge bwn mu, jrhegwnm jtrhgnm utj, hbgrnm tujh grew njhg frw etjhgefgyk lok gfd w e rtyu io p ojh gfds cvbn m nbvcx g tyujytr edwq wer tyu il, nbef beth b er brtr erd vrtj u h, rtbv (erew cer bh hewd vf) hy j erge rb t.
ltimamente continuo a rimanere senza parole fin troppo spesso.
ualche ora fa stavo vedendo Effetto sabato, il contenitore del primo pomeriggio del sabato di Rai Uno. È un programma semplice e piuttosto interessante in cui la non antipatica Elisa Isoardi, coadiuvata da una antipatica coppia di voci esterne stile Gialappa's, intervista personaggi più o meno noti provenienti un po' da tutti gli ambiti. Ad un certo punto parlano di Venezia, probabilmente il luogo antropizzato più meraviglioso del mondo, che si sta spopolando all'irrefrenabile velocità di un cittadino al giorno (è tantissimo) perché fondamentalmente, in centro, non c'è altro che turismo. Qualunque altra attività che non sia la vendita dei souvenir vede i propri affari calare a picco. Le case, pur fatiscenti, costano un occhio della testa e sono incomprabili per i giovani. Il centro cittadino ha perso negli ultimi cinquant'anni la bellezza di 100'000 abitanti, ritrovandosi oggi con 60'065 abitanti (dato aggiornato a quando hanno fatto il servizo, quindi immagino pochi giorni fa), che si sono spostati nella frazione Mestre, sulla terraferma. Visto che Venezia è, oggettivamente, una città-museo, suggerirei a questo punto di far entrare non più di un tot di persone al giorno (soluzione impossibile).
Finito (mancano i poggiamano e altri piccoli dettagli):
Tralasciando l'aspetto estetico del ponte (una X d'acciaio rosso estrusa a formare una curva a sesto molto ribassato) ed il suo impatto visivo, mi vorrei concentrare sulla prima foto: si vede con chiarezza come il ponte non abbia fondamenta a terra (nell'acqua), ma sia appoggiato sulle banchine esistenti. Quindi col tempo, logicamente, le tonnellate del ponte, insistendo sugli appoggi, spanceranno il canale (da qualche parte ho letto che quest'effetto è, in minima parte, apprezzabile fin d'oggi).